Nonostante le stime del settore siano positive nel medio-lungo periodo in attesa di risvolti tangibili grazie all’intelligenza artificiale, il mercato dell’elettronica di consumo, compreso quello degli smartphone, vive una fase di transizione: la domanda rallenta e l’innovazione non è più percepita come un tempo. «L’elettronica è diventata una commodity. Tutti hanno uno smartphone e nessuno può più farne a meno» spiega Carlo Barlocco, general manager di Motorola Italia. «Oggi l’innovazione non è più così evidente da spingere le persone a cambiare smartphone, come quando si è passati dal 4G al 5G o ai pagamenti digitali tramite Nfc, che rendevano immediatamente obsoleti i modelli precedenti». In Italia il mercato ha perso «quasi due milioni di pezzi in 4-5 anni, scendendo da poco più di 14 milioni a circa 12 milioni di smartphone venduti».
Motorola viaggia però in controtendenza «perché siamo ancora relativamente piccoli, ma con l’ambizione di crescere anche grazie alla spinta di un gruppo come Lenovo alle spalle. Guadagniamo quote in un mercato che decresce». A giugno il brand ha raggiunto il 15,7% di market share. L’outlook rimane positivo, con le aziende che si preparano allo sviluppo dell’AI, nonostante la crisi delle componenti e il consumo inaspettato di memorie. Da un lato, l’AI alimenta investimenti giganteschi nei data center e nelle infrastrutture; dall’altro, sul singolo dispositivo il beneficio non è ancora percepito dalla maggior parte dei consumatori. «C’è disparità tra domanda e offerta: serve ancora tempo, mancano applicazioni capaci di generare un vero salto tecnologico».
La prossima fase sarà quella dell’intelligenza artificiale predittiva, dove l’azione non parte dalla persona ma viene suggerita dallo strumento. «Lo smartphone conoscerà davvero le nostre abitudini, saprà dove siamo e sarà in grado di anticipare ciò di cui potremmo avere bisogno in un determinato momento»: potrà, ad esempio, proporre di comprare un caffè davanti al nostro bar preferito ed effettuare direttamente il pagamento. Un percorso che l’azienda sta sviluppando con Qira, il nuovo sistema di gestione dell’AI che debutterà sui PC nel 2026 e successivamente sugli smartphone. «Il sistema sarà basato sul cloud e integrerà diversi provider di intelligenza artificiale insieme alle applicazioni Android e Windows. In prospettiva non sarà solo il telefono il centro dell'esperienza: ci saranno anche occhiali intelligenti, auricolari, sensori e comandi vocali che dialogheranno tra loro».
Nel frattempo, il settore deve fare i conti con tensioni geopolitiche, dazi e un aumento dei costi delle componenti, in particolare dei chip. «L’impatto dei costi c’è e continuerà a esserci», spiega Barlocco. L’appartenenza al gruppo Lenovo rappresenta però un vantaggio competitivo: «Siamo tra i primi tre acquirenti di memorie al mondo. Questo ci garantisce un’offerta più ampia e continuità di prodotto».
Numero tre a volume sul mercato italiano, il rilancio del marchio è uno dei capitoli più significativi della storia recente dell’azienda. Motorola è stata tra i pionieri assoluti della telefonia mobile: fu Motorola a creare il primo cellulare portatile della storia e ha viaggiato sulla sua tecnologia anche la celebre comunicazione dalla Luna del 1969 – «Houston, Tranquillity Base here. The Eagle has landed». Negli anni Duemila, però, il brand ha attraversato una fase di quasi totale scomparsa dal mercato europeo per poi tornare sulla scena grazie a Lenovo che lo ha acquistato da Google, a fine 2014.
31 lug 2026 | 11:52