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Mauro Icardi e Wanda Nara, nuovo round in tribunale: il giudice sblocca i passaporti delle figlie

Mauro Icardi e Wanda Nara, nuovo round in tribunale: il giudice sblocca i passaporti delle figlie

Non c’è davvero pace nella saga infinita tra Wanda Nara e Mauro Icardi. Un legame ormai dissolto da tempo, che dopo la separazione e i rispettivi nuovi capitoli di vita — con l’attaccante argentino oggi legato a Eugenia China Suarez — continua immancabilmente a consumarsi a colpi di carta bollata. Se pochi giorni fa era stato il Tribunale di Milano a frenare le pretese della showgirl respingendo le sue onerose richieste per l’assegno di mantenimento, l’ultimo round giudiziario segna invece un punto decisivo a favore della 39enne argentina. Tutto ha origine da un spiacevole episodio di cronaca: un furto subito da Wanda nella sua villa di Galliate, nel novarese. Tra i beni trafugati durante le vacanze sono spariti anche i documenti d’identità delle due figlie minori della coppia, Francesca e Isabella.

Da qui l’urgenza di far riemettere i passaporti per permettere alle ragazzine di rientrare in Argentina, dove risiedono stabilmente con la madre fin dal 2024. Trattandosi di minori, la normativa prevede tuttavia il placet indispensabile di entrambi i genitori. Di fronte all’ennesimo diniego dell’ex capitano dell’Inter — fresco di svincolo dal Galatasaray e al centro di infuocate voci di mercato che lo accostano al Como — la situazione è entrata subito in uno stallo critico. Senza l’autorizzazione paterna, le bambine sarebbero rimaste di fatto bloccate in Italia, lontane dalla loro quotidianità a Buenos Aires. Spinta dall’emergenza, Wanda Nara si è affidata al legale Giuseppe Di Carlo rivolgendosi direttamente alla magistratura milanese.

Icardi ha tentato di opporsi tirando in ballo la presunta ipotesi di sottrazione internazionale di minori e contestando la territorialità dei giudici italiani. La risposta della Giudice Tutelare è stata, però, immediata e perentoria: il no del calciatore è stato bollato come ingiustificato e del tutto privo di fondamento rispetto al reale interesse delle figlie. Evidenziando il comportamento decisamente ondivago dell’atleta, il Tribunale ha emesso un decreto con immediata esecutività che autorizza il rilascio dei passaporti anche senza la firma del padre, addebitandogli pure le spese legali. Un provvedimento puramente operativo che restituisce serenità alle bambine, lasciando aperta l'infinita querelle su affido e divorzio.

1 ago 2026 | 09:17

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