Il premier bulgaro, Rumen Radev, e
il suo omologo ceco, Andrej Babis, in visita ufficiale a Sofia,
hanno aperto un "fronte comune" in seno all'Ue contro "il
continuo versamento di denaro e armi" per la guerra in Ucraina.
"Dobbiamo dare priorità al benessere e alla sicurezza dei nostri
cittadini rispetto al costante afflusso di denaro e armi in
questo conflitto. Io e Andrej riteniamo che la parola 'pace'
dovrebbe essere pronunciata più spesso ai nostri vertici in
formato europeo e Nato, perché è inaccettabile condurre una
guerra di logoramento nel cuore dell'Europa, che colpisce le
economie e i sistemi sociali dei nostri Paesi", ha detto Radev
nel corso della conferenza stampa congiunta. Secondo il premier
ceco, "l'Europa è assolutamente passiva" nei confronti del
processo di pace in Ucraina. "Il presidente degli Stati Uniti,
Donald Trump, è costantemente in contatto con Putin, mentre i
leader europei sono assolutamente incapaci di agire per
raggiungere la pace", ha rilevato Babis. I primi di settembre si
era recato in visita ufficiale a Sofia un altro leader
euroscettico, il premier slovacco, Robert Fico. "La Slovacchia
non sosterrà future sanzioni contro la Russia che minaccino i
suoi interessi nazionali e, se necessario, si avvarrà del
diritto di veto", aveva dichiarato Fico.
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