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Franco Baresi, Maura e la promessa d'amore ogni giorno: «Le dico ti amo, poi lo sa cosa capisce chi pensava di essere immortale»

Franco Baresi, Maura e la promessa d'amore ogni giorno: «Le dico ti amo, poi lo sa cosa capisce chi pensava di essere immortale»

Tanti giocatori del Milan lo avevano chiamato la scorsa settimana e gli avevano proposto: «Dai vieni a vederci a Glasgow, nella nostra prima amichevole». Franco aveva abbozzato, il corpo non poteva più assecondare ciò che la mente gli suggeriva di fare. Già aveva dovuto, a malincuore, rinunciare all'appuntamento fisso di mezza estate: il raduno della squadra con il primo allenamento davanti al pubblico.

Maledetto male. Il mondo aveva tremato per le condizioni del Capitano il 3 agosto scorso quando il Milan aveva annunciato che il vice-presidente onorario del club si era sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere un nodulo polmonare. Il Piscinin si era rifugiato negli affetti, la moglie Maura e i figli Edoardo e Giannandrea.

Maura gli è stata vicino sino alla fine, lei che aveva conosciuto quel biondino timido quando era già calciatore ma non ancora l'icona «FrancoBaresi», tutto attaccato come un marchio di fabbrica. A settembre sarebbero stati 40 anni di matrimonio. «Lo sa che le dico "ti amo" tutti i giorni?» ha confessato in un'intervista al Corriere. Era stata l'occasione in cui aveva raccontato come lui aveva conquistato quella ragazza toscana in una trasferta.

«Maura serviva ai tavoli del ristorante Piccolo Alleluja di Montevarchi. Era la figlia del proprietario. Il massaggiatore del Milan, Paolo Mariconti, si accorse che guardavo rapito quella bellissima ragazza bionda. E allora mi tirò la volata e le disse: "Signorina, per favore serva prima lui, perché è il capitano"». Da allora sono sempre stati insieme, lontano dai riflettori. «Vado sempre a letto alle dieci di sera».

Nell'ultimo periodo ha alternato i giorni cupi delle terapie a quelli allegri dei miglioramenti. A novembre aveva confidato all'amico Daniele Massaro di avere il desiderio di compiere piccoli passi verso la quotidianità e si era riaffacciato per qualche ora negli uffici di Casa Milan. Poi il ritorno a San Siro per Milan-Sassuolo il 14 dicembre scorso con il cappellino di lana calato sulla testa per nascondere gli effetti delle cure. A febbraio l'uscita a sorpresa: era apparso con Beppe Bergomi, tedofori allo stadio, nella notte della cerimonia olimpica di Milano-Cortina. Mentre Bocelli cantava «Vincerò», agli italiani è scesa una lacrima per quell'immagine così evocativa.

«Vede, finché non capita qualcosa di brutto uno pensa di essere immortale». Franco lo sei, fai buon viaggio.

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