Con un utile di 5,6 miliardi di euro Intesa Sanpaolo chiude «il miglior semestre della nostra storia» afferma il ceo Carlo Messina, che promette per quest’anno quasi 10 miliardi di soddisfazione per i soci, tra cedole e buyback, e la creazione assieme a Monte dei Paschi di «un gruppo ancora più solido e profittevole», con «un forte radicamento nell’economia» e destinato a raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie.
L'attuazione del piano di impresa 2026-2029 di Ca’ de Sass procede dunque a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a oltre 10 miliardi. L’istituto prevede una crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell'attività assicurativa, con interessi netti in aumento a ben oltre 15 miliardi di euro e costi stabili. I conti del secondo trimestre battono le attese e registrano profitti netti per 2,8 miliardi, rispetto ai 2,6 dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre la voce considerata da gennaio a giugno si colloca a 5,55 miliardi (+6,55%).
Guardando ai proventi, l’istituto guidato da Carlo Messina nel semestre totalizza interessi netti pari a 7,480 miliardi (+0,6%) mentre le commissioni nette crescono a 5,131 miliardi (+4,9%). Le rettifiche di valore nette su crediti sono in calo a 428 milioni. Calano i costi operativi a 5,222 miliardi, in diminuzione dello 0,7%, con un costo del rischio annualizzato a 20 centesimi di punto. La banca, infine, sul fronte patrimoniale registra un Cet1 al 13,1%.
La performance si è già tradotta nei sei mesi in 5,3 miliardi di euro di distribuzione agli azionisti, di cui 4,2 miliardi come dividendi (3,8 miliardi sono previsti come acconto dividendi in stacco a novembre), che si aggiungono al riacquisto di azioni proprie pari a 2,3 miliardi di euro avviato questo luglio. E «nel corso del 2026 - specifica Messina - prevediamo di distribuire agli azionisti circa 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback». Sul fronte dell’attività, Intesa Sanpaolo ha erogato circa 44 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine: 25 miliardi solo in Italia, di cui circa 23 miliardi a famiglie e piccole e medie imprese. Oltre un miliardo è stato destinato ad attività a favore delle comunità e per iniziative di carattere sociale.
Messina ha colto l’occasione dei conti per riaffermare la posizione dell’istituto sull’offerta di acquisto e scambio su Monte dei Paschi e che la valorizza 30,6 miliardi. «L’obiettivo è dar vita insieme ad un gruppo ancora più solido e profittevole, protagonista in uno scenario globale di crescente complessità, in grado di mantenere un forte radicamento nell’economia, nella società, nelle capacità di sviluppo del nostro Paese - ha ribadito il top manager -. L’unione delle forze di Intesa Sanpaolo, della componente di Monte dei Paschi di Siena destinata a far parte del nuovo gruppo e di Mediobanca consentirà di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, di espandere la leadership nelle attività al servizio di famiglie, imprese e gestioni patrimoniali, di dar vita ad un operatore di riferimento nel credito al consumo, nel wealth management, nel corporate & investment banking, e di crescere a livello internazionale». Il programma di assunzioni prevede l’ingresso nel gruppo di 13.100 giovani, ha infine sottolineato il banchiere.
29 luglio 2026, 14:49 - Aggiornata il 29 luglio 2026 , 14:51