Sul carro di Kolo Muani, dove fin dall’inizio è seduto Luciano Spalletti, c’è salita tutta la Juve: è stato il francese, con assist e gol, a indirizzare già nel primo tempo la sfida di Europa League con l’AZ Alkmaar. Indirizzare e non chiudere, come sarebbe successo se Madama fosse una squadra senza vizi e fantasmi: subito per tutta la partita il possesso palla olandese (arrivato al 57% nella ripresa) la Juve ha chiuso portandosi nel cortile di casa il nemico, rischiando così la beffa. Beccando il 2-1 di Meerdink a due minuti dal gong e il pareggio all’inizio del recupero. Non fosse che la ribattuta di De Wit, dopo la paratissima di Vicario, è stata correttamente cancellata per fuorigioco. L’arena era diventata un pandemonio e Lucio un diavolo, non sapendo più con chi prendersela. In quel momento, una lista di peccati (e peccatori) da associazione per delinquere: dai difensori che ciccavano le uscite alle punte che non tenevano un pallone.
È finita bene per quella prima metà, che Kolo ha spianato da giocatore totale: un po’ ala, un po’ attaccante e, all’occorrenza, pure terzino, quando la Juve si abbassava. Ogni ripartenza, un attacco allo spazio, su quella corsia destra che ha finito per destrutturare la linea difensiva olandese. La Juve rischiava poco, a parte qualche pasticcio evitabile in uscita, tra Cambiaso e Woltemade. Però, la squadra di Lucio era mai così letale: due tiri nello specchio, due gol. E a Koop aveva fatto bene l’aria di casa: è nato a due passi da qui e sulle pareti dello stadio c’è una sua foto formato gigante, di quando era capitano dell’AZ.
Prima s’è commosso per lo striscione della curva con il suo faccione e quella del fratello Peer, poi ha segnato l’1-0 (senza esultare). Era stato Kolo — e chi sennò? — a innescare il vantaggio, sempre sulla destra: sombrero su De Wit, fuga e cross basso in mezzo, di quelli che fanno sempre collassare le difese, e piattone letale di Teun, un rigore in movimento che finisce all’angolino. Per freddezza e colpo, pareva un videoclip di quando devastava le difese con l’Atalanta. Dopo, il francese pareva aver sigillato la sfida, impostando e segnando: palla rubata, uno-due con Woltemade, e botta mancina. Possesso palla nederland anche nella ripresa, con casa Juve sempre più Fort Alamo, rischiando sul tiro di Smit (alto), prima del saloon finale.
5 novembre 2026, 22:56 - Aggiornata il 5 novembre 2026 , 23:24