Economia

Commerzbank, Orlopp: «Con Unicredit avviati i preparativi per l’integrazione, consolidamento da posizione di forza»

Commerzbank, Orlopp: «Con Unicredit avviati i preparativi per l’integrazione, consolidamento da posizione di forza»

La breccia di Unicredit è finalmente diventata un’apertura. Dopo mesi di ostilità anche Bettina Orlopp va a Canossa, anzi in Piazza Gae Aulenti. 
Commerzbank ha «avviato i preparativi necessari per il consolidamento» in Unicredit e grazie all’andamento dei conti nei primi nove mesi dell'anno si presenta all'appuntamento «in una posizione di forza», ha detto  l’amministratrice nel corso della conference call di presentazione dei risultati al 30 settembre, che hanno registrato utili record a 2,7 miliardi di euro (+41%), mentre nel terzo trimestre sono cresciuti del 45% attestandosi a 859 milioni di euro. A luglio l’istituto guidato da Andrea Orcel ha completato un’ops che lo ha portato a circa il 49% di Commerz. E ora si sono aperte le trattative per rilevare dal governo tedesco il suo 12,7%. Insomma il muro è caduto, a Orcel ha avuto successo in una presa che non era riuscita al suo predecessore Alessandro Profumo nel 2004.
«Stiamo passando dalla fase dello status quo, dove operiamo in maniera completamente indipendentemente, verso la "fase 1" in cui Commerzbank diventerà una parte consolidata del gruppo», ha aggiunto, ricordando le ultime autorizzazioni sono attese entro fine anno o al più tardi nel primo trimestre 2027. È invece ancora «incerta» la tempistica per il passaggio alla "fase 2", in cui avverrà l’aggregazione con Hvb. «Siamo convinti che questa prima fase di integrazione offra un valore potenziale rilevante e tangibile», ha concluso Orlopp, ribadendo che con Unicredit è stato avviata «una discussione costruttiva».

La top manager è stata ancora più pragmatica: secondo lei la banca tedesca è «pienamente impegnata a massimizzare il valore per tutti i suoi stakeholder» ed è fiduciosa riguardo al «potenziale aggiuntivo che può essere creato all'interno del gruppo Unicredit». La ceo ha sottolineato che i soci beneficeranno della capacità della banca di mantenere gli impegni e delle nuove opportunità strategiche. «Saremo impegnati a soddisfare le esigenze di UniCredit in quanto azionista di controllo e quelle di tutti gli azionisti di minoranza. Questo è il nostro dovere come consiglio di amministrazione di Commerzbank», ha evidenziato agli analisti. 

«Siamo convinti che questa prima fase di integrazione offra un potenziale di valore significativo e tangibile. Abbiamo avviato discussioni costruttive con Unicredit e non vediamo l'ora di definire e convalidare insieme le ipotesi relative alla creazione di valore», ha affermato Orlopp che ha indicato: «Sul fronte dei costi, individuiamo leve di sinergia in aree quali gli appalti congiunti, l'allineamento delle nostre piattaforme tecnologiche e la condivisione di conoscenze, ad esempio nella sicurezza informatica o nello sviluppo dell'intelligenza artificiale». Mentre «sul fronte dei ricavi , una partnership strategica nel settore Cee (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria) e una più stretta cooperazione sulle piattaforme di prodotto e sul finanziamento congiunto di operazioni di maggiore entità possono migliorare la nostra offerta per i clienti. Lato sedi, Orlopp ha precisato che le possibili sovrapposizioni riguardano le attività all'estero e non il mercato tedesco, dove nella prima fase le due banche continueranno a operare come concorrenti. Tra gli ambiti di collaborazione ci sono anche i centri di nearshoring, che Commerzbank utilizza già da tempo a Sofia, Lodz, Praga e Kuala Lumpur e che UniCredit possiede in dimensioni significative. «Ci si confronterà per individuare sinergie e soprattutto vantaggi di scala, valutando se sia possibile farlo anche nelle attività operative».

Venendo ai conti, i ricavi dei primi nove mesi sono aumentati dell'8% raggiungendo i 9,7 miliardi di euro, con un incremento del 9% nel terzo trimestre a 3,2 miliardi di euro. L'istituto ha confermato l'obiettivo di un risultato netto di almeno 3,4 miliardi di euro per l'intero esercizio 2026 e di ricavi a circa 13,2 miliardi di euro. Anche la significativa riduzione degli accantonamenti per rischi legali relativi ai prestiti in valuta estera presso mBank ha avuto un impatto positivo sui ricavi. Allo stesso tempo, la banca ha migliorato il proprio rapporto costi/ricavi portandolo al 53%, inclusi i contributi obbligatori, e al 50% escludendoli. Dopo nove mesi, il risultato di rischio è stato pari a -554 milioni di euro, in linea con le aspettative. Quanto al buyback all'inizio di settembre di quest'anno, Commerzbank ha avviato un'ulteriore operazione di riacquisto di azioni proprie per un importo massimo di 1,2 miliardi di euro. Ha già riacquistato azioni pari a circa il 70% del volume previsto. La banca ha rivisto invece al ribasso le proprie previsioni relative al margine di interesse a circa 8,5 miliardi di euro, rispetto ai circa 8,6 miliardi di euro previsti in precedenza. Ciò è dovuto all'aumento della concorrenza nel settore dei depositi. Quanto alle uscite del personale circa 1.800 dipendenti hanno già raggiunto accordi individuali. Inoltre, la banca ha concordato con i rappresentanti dei dipendenti un ulteriore programma di prepensionamento volontario, attualmente in fase di attuazione. Più di 1.100 dipendenti hanno già accettato l'offerta. A ciò si aggiungono ulteriori riduzioni dovute al turnover naturale e ai pensionamenti. 

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