La sconfitta per 4-1 del Napoli col Porto è pesante, ma quello che in questo momento preoccupa di più è uno spogliatoio che per la prima volta viene allo scoperto, esplode. Accuse e attacchi reciproci: tensione alle stelle, il clima è da tutti contro tutti. Allegri continua la sua opera di distensione nel post gara, nonostante la settima sconfitta in 14 partite («Non ho nulla da rimproverare alla squadra, per 70 minuti abbiamo giocato una buona partita») mentre i tifosi spazientiti ancora urlano dagli spalti del Dragao «vergognatevi». Hojlund viene allo scoperto e sconfessa le parole del suo allenatore: «Non sono d'accordo col mister, non abbiamo giocato una buona partita. Anzi, l'abbiamo giocata male». McTominay incalza: «Guardiamoci allo specchio», Politano: « Mettiamoci tutti la faccia, italiani non». Bastano queste uscite a fotografare la spaccatura interna. È la notte più nera.
La partita di Champions è finita da dieci minuti, il the end di una serata disastrosa firmato da De Bruyne che si sbraccia per una lettura sbagliata di Lucca appena entrato, e il centravanti che a muso duro gli urla: «Perchè parli? Perchè? Vaffa....». Nervosismo, tensione, scatti di rabbia esplodono d'improvviso davanti alle telecamere e sono gli stessi protagonisti della notte più buia a non controllarli, spazientiti evidentemente dalle rituali frasi di circostanza che troppo spesso sono state dette nelle ultime settimane. Il primo è Matteo Politano: «Sono molto incazzato, dobbiamo farci un esame di coscienza, stare zitti e lavorare. Ci metto sempre la faccia, vorrei venisse qualche altro compagno a dare spiegazioni, non sempre noi italiani… Ma va bene così».
Parole pesanti, che richiamano i compagni tutti alle proprie responsabilità, anche se poi Politano prova ad ammorbidire. «Non è un attacco contro nessuno - aggiunge - siamo col mister ma stiamo faticando. Abbiamo preso due gol su tre calci d’angolo con un atteggiamento che non possiamo mantenere. Non è più una questione tattica, ma una questione di cattiveria, anche nel cercare di fare gol. C’è da raggrupparci e pensare a domenica, poi spero che recupereremo qualche infortunato per ricominciare il nostro campionato».
Lo segue, guarda caso, un compagno straniero: si presenta un insolito Hojlund ai microfoni. Il volto è scurissimo, le parole taglienti. Ne ha per tutti con uno sfogo ancora più pesante: «Dobbiamo migliorare, siamo veramente in un momento scuro della nostra stagione. Tutti quanti dobbiamo lavorare per migliorare. Non sono d’accordo con Allegri, non abbiamo giocato una buona partita, non abbiamo giocato bene. Dobbiamo smettere di perdere le partite, adesso sono davvero tante». Come si reagisce? Hojlund chiama tutti all’appello. «Guardiamoci allo specchio, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità dai giocatori all’allenatore e alla società».
Effettivamente lo sfogo del centravanti danese è un grido di rabbia, dolore e frustrazione, forse il tentativo estremo di alzare finalmente il tappeto e spazzar via la polvere accumulata in questi mesi. Nè il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, nè suo figlio e vice Edo, e neanche l'ad Chiavelli sono presenti a Oporto per la sfida di Champions, il silenzio del club delle ultime settimane rispetto ad un andamento della squadra molto al di sotto dell aspettative, preoccupa gli stessi giocatori. Allegri si lascia sfuggire: «Tutti sanno cosa non va, ma accusare in questo momento serve a poco». Non sono d'accordo i suoi giocatori. McTominay (un altro straniero che accoglie l'invito di Politano) si dice incapace «di spiegare con le parole quello che sta succedendo». «Sono molto arrabbiato - dice- è vero siamo in pochi ma dobbiamo reagire. Inaccettabile, torniamo tutti a casa e riflettiamo».
La notte amara del Dragao si chiude in hotel a Oporto (il Napoli riparte questa mattina ) dove la tensione resta alta. Dove sono continuate le discussioni, e dove lo sguardo scuro di Allegri è valso molto di più delle parole che non ha mai detto. Domenica il Napoli ha un'altra prova difficile in campionato contro la Lazio, la polveriera interna non è un buon viatico verso una partita che rischia di compromettere definitivamente il progetto Napoli, indietro in classifica e diviso al suo interno.
5 novembre 2026, 04:33 - Aggiornata il 5 novembre 2026 , 07:28