Ma quale svolta, quale effetto derby: il Milan di coppa è un altro euroflop, il terzo in quattro partite. L’organizzatissimo Ferencvaros (12 punti su 12) rifila una lezione a domicilio ai rossoneri, che sottovalutano ancora una volta l’impegno del giovedì e vengono giustamente puniti: supponenza inaccettabile, snobismo immotivato, specialmente per un club che avendo fatto la storia delle competizioni europee avrebbe il dovere di onorarle. Decide una doppietta di Joseph, 26 anni, attaccante francese naturalizzato haitiano, che approfitta dei clamorosi regali della difesa di Amorim.
Festeggiano gli oltre cinquemila tifosi ungheresi che nel pomeriggio, in piazza Duomo, si erano fatti notare indossando magliette col volto di Mussolini e mostrando uno striscione con l’immagine di padre Giannicola Maria Simone, il parroco finito al centro delle polemiche dopo aver mostrato il dito medio ai manifestanti lo scorso 17 ottobre durante gli scontri in città.
Ora la classifica del maxi girone di Europa League si fa maledettamente in salita per il Diavolo, che nelle prossime quattro gare non potrà più permettersi di fallire, a partire dalla trasferta di Atene contro l’Olympiakos il 26 novembre. Il calendario poi prevede Sunderland, Levski Sofia e Ararat-Armenia. Se l’accesso diretto agli ottavi sembra ormai fuori portata — servono tra i 14 e i 16 punti, bisognerebbe vincerle tutte — occorre fare attenzione almeno a restare fra le prime 24 per centrare gli spareggi. Giocando così, non sarà facile. Un Milan irriconoscibile, rispetto al derby di sabato scorso: atteggiamento sbagliato, ritmo basso, errori tecnici, piano partita inefficace. Male Cisse, male De Winter e Jashari, ma anche il giovane portiere Torriani che sostituiva lo squalificato Maignan: il primo gol nasce da un suo stop sbagliato.
«Siamo indifendibili, quando giochi con questa maglia hai una responsabilità e non puoi presentarti così, forse ho sbagliato anche io, non siamo pronti per essere competitivi su due fronti» ha ammesso Amorim, che ancora una volta non ha azzeccato il turnover. Nella ripresa ha messo tutti i big, ma nulla è cambiato. L’ennesima conferma del fatto che a gennaio servirà il mercato per alzare il livello della panchina: rimpiazzi come Terracciano non sono all’altezza. Il prossimo head of football Krösche, per il quale Cardinale pagherà una clausola da 4 milioni all’Eintracht, vuole portare con sé il suo braccio destro Hardung. Fino ad allora, il Milan resterà però questo. Con i suoi continui su e giù. Domenica il Genoa: quale versione del Diavolo si presenterà a Marassi?
5 novembre 2026, 20:39 - Aggiornata il 5 novembre 2026 , 23:10