Pensate di avere un capo che per celebrare la vostra impresa storica vi dedichi un post sui social in cui di proprio pugno verga: «È un privilegio e un onore chiamarti collega. Sono sbalordito, non mi peseranno più così tanto i voli notturni». Così l’algido presidente del Como Mirwuan Suwarso, più imperturbabile di un monaco buddhista, ha celebrato sull’aereo più festaiolo del mondo di ritorno nella notte in Italia il successo di Cesc Fabregas.
La gioiosa macchina da guerra e da gol del Como non finisce di stupire. Con l’impresa realizzata mercoledì sera in questo angolo del nord della Francia, un tempo terra di miniere di carbone, i laghée hanno ottenuto l’ennesimo record. Il 9-1 ottenuto è la vittoria con il maggior scarto in Champions. Una differenza di 8 reti era stata riscontrata solamente due volte nella storia della competizione, ma mai con 9 gol a segno. Il Como vola al quarto posto nella classifica della Champions (anche grazie alla differenza reti) e ipoteca il passaggio del turno, per lo meno rende pressoché certa la partecipazione ai playoff. Chi l’avrebbe detto? Salgono così a 19 le reti complessivamente segnate nella competizione europea, una sola in meno rispetto ai draghi del Paris Saint Germain.
Un risultato strabiliante se si considera che i laghée fino al maggio del 2024 erano ancora in serie B. I biancoblù hanno così eguagliato il Queens Park Rangers per il maggior numero di gol (19) segnati nelle prime 4 partite di Champions League, un record che durava dal 1976. La banda di Fabregas aveva incantato l’Europa al debutto realizzando al Lipsia un poker in riva al lago: quella sera il mondo si accorse che la matricola Como era una realtà da tenere in considerazione. Poi venne la trasferta a Rotterdam e in quell’occasione i lariani persero 3-2 nella bolgia techno del Feyenoord ma va detto che giocarono senza un nove di riferimento. I valori dei comaschi in quel momento sembrarono ridimensionati, ma poi ci fu la successiva scintillante vittoria casalinga sul Manchester United. La trasferta in Francia era attesa quasi come una prova di maturità: dimostrare di essere incisivi anche lontani dal lago. La risposta è arrivata forte e perentoria.
A dominare la scena è il centravanti greco Tasos Douvikas, pagato 13 milioni nel gennaio del 2025 al Celta Vigo, un valore che dopo i 6 gol europei realizzati è oggi almeno quadruplicato. Il greco è diventato il capocannoniere della Champions davanti a un mostro sacro come Erling Haaland. «E’ il mio primo anno in Champions ma tutta la squadra sta giocando bene e lo stiamo facendo in tutte le partite europee. Creiamo tante occasioni e conquistiamo il campo. Non so come sia possibile già al primo anno ma lo stiamo facendo», ha dichiarato il centravanti che ha appena rinnovato il contratto fino al 2031.
Non solo Douvikas.
Nella cooperativa del gol spiccano le meraviglie da luna park di Nico Paz che fino all'estate di due anni fa era un giovane canterano del Real Madrid a caccia di spazi. Ora è tra i talenti più seguiti nelle notti della Champions. A Lens l'argentino è diventato il secondo giocatore più giovane a partecipare ad almeno 3 gol in 2 partite consecutive, alle spalle di Thierry Henry. Ieri ha segnato una rete meravigliosa e ha propiziato due assist. Poi ha mostrato la maglietta dedicata a Jesus De Miguel. «Un gesto per dar forza alla sua famiglia», ha commentato ieri sera. Alla festa hanno partecipato anche Da Cunha, Kempf, Baturina, oltre ai baby Liberali e Papaccioli. L’ex milanista che ha ceduto alle lusinghe di Cesc invece che al pressing di Gerry Cardinale è diventato il secondo italiano più giovane a segnare in Champions League, dopo Mario Balotelli. Ha festeggiato ma solo per pochi minuti perché poi ha lasciato il segno anche il bimbo del vivaio comasco Papaccioli, che a 18 anni cinque mesi e 26 giorni si è posizionato alle spalle di Supermario. Chi li ferma più? Domenica il Como affronterà l’Inter e … guardate bene la classifica. Con un successo avverrebbe il sorpasso.
5 nov 2026 | 13:10