Economia

«Trovatevi un avvocato»: il Congresso Usa pronto a indagare su criptovalute, telefonini d’oro e Truth. I sette filoni di inchiesta sul clan Trump

«Trovatevi un avvocato»: il Congresso Usa pronto a indagare su criptovalute, telefonini d’oro e Truth. I sette filoni di inchiesta sul clan Trump

«Trovatevi un avvocato». È il messaggio consegnato a Donald Trump, famigliari e soci in affari da Robert Garcia, presidente in pectore dell’House Oversight Committee, il principale comitato investigativo della Camera. Ora che controllano il Congresso, i democratici si preparano ad avviare una serie di inchieste parlamentari per far luce sulla Trump Inc., la rete di donazioni e affari intessuta dal presidente Usa in quasi due anni di mandato.

Non mancherà il lavoro. Nel solo 2025 Trump ha incassato 2,2 miliardi di dollari dalle sue varie iniziative imprenditoriali: dalle criptovalute all’immobiliare, dai telefonini d’oro al social Truth. Attraverso otto fondi, poi, il magnate ha realizzato in un anno oltre 22.ooo compravendite di azioni in Borsa (Joe Biden ne ha effettuate 13 in quattro anni). A ciò si aggiungono le donazioni per centinaia di milioni di dollari ricevute da imprese e individui per progetti come la nuova maxi-sala da ballo. «La corruzione ha un costo», ha avvertito Hakeem Jeffries, favorito per il ruolo di prossimo speaker della Camera. «A quanto pare, in alcuni casi sono stati accordati a pagamento provvedimenti di grazia per illeciti aziendali; in altri sono stati versati contributi in cambio di misure governative che hanno reso più costosa la vita degli americani». Jeffries ha perciò promesso «indagini sin dal primo giorno».

I democratici non paiono però intenzionati a ricorrere all’impeachment, avviando una lunga procedura che potrebbe distrarre il Congresso dalla priorità di ridurre l’inflazione. Fiutando l’aria, in ogni caso, qualche giorno prima delle elezioni di midterm Trump ha ventilato la possibilità di concedere un perdono presidenziale preventivo a familiari e alleati, a cominciare da Elon Musk. D’altro lato, il potere del Congresso di costringere all’esibizione di documenti e a testimoniare sotto giuramento potrebbe rivelare retroscena imbarazzanti su almeno sette filoni d’inchiesta sulla Casa Bianca.

Le criptovalute sono diventate la principale fonte di introiti del presidente che dalle vendite della memecoin $Trump e della cripto Wlfi ha incassato nel 2025 oltre 1,1 miliardi. Un tempo scettico — il bitcoin «è una truffa», disse nel 2021 — Trump si è così convertito nell’alfiere dell’industria delle valute digitali e ne ha ricevuto donazioni per 116 milioni. L’amministrazione Trump ha lasciato cadere il 60% delle indagini sul settore cripto e Trump ha concesso la grazia a diversi sui esponenti.

Fra i perdonati figura «Cz», fondatore di Binance, piattaforma cripto che ha collaborato al lancio della stablecoin Usd1 da parte di World Liberty Financial. Socio di maggioranza di questa azienda è la Trump Organization, mentre il 49% è stato acquistato per 500 milioni da Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, noto come lo «sceicco spia» per via del suo ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi. Pochi mesi dopo, Abu Dhabi ha avuto accesso ai chip più avanzati per l’AI di Nvidia, grazie a una modifica delle regole sul loro export decisa dalla Casa Bianca.

Dopo la vittoria alle presidenziali del 2024, Trump ha affidato la cura degli affari di famiglia ai figli Donald Jr. ed Eric. I due hanno intrattenuto rapporti al limite fra la diplomazia e il business con autorità di diversi Paesi e hanno investito in diverse imprese che hanno beneficiato delle politiche del padre. Fra loro, soprattutto, Kalshi e Polymarket, i due principali «mercati predittivi» che hanno approfittato di un approccio permissivo dei regolatori per espandersi negli Stati Usa, anche laddove il gioco d’azzardo è vietato. Donald Jr è finito anche nella bufera per aver accettato che a pagare per il suo matrimonio e la successiva festa alle Bahamas fosse un oligarca russo vicino a Putin, Umar Kremlev. 

Musk è stato il maggior sostenitore di Trump alle presidenziali e ha donato per la sua campagna nel 2024 oltre 270 milioni di dollari. Dopo la vittoria del magnate, Musk è diventato anche uno dei suoi collaboratori più influenti, assumendo l’incarico di Doge, responsabile del dipartimento per l’efficienza governativa, e ottenendo così un accesso senza pari ai «segreti» dell’amministrazione federale. Anche dopo l’addio turbolento alla Casa Bianca, l’imprenditore proprietario di X ha continuato a sostenere Trump, spendendo quasi 500 milioni per sostenere i candidati repubblicani alle midterm, una somma enorme ma minima se paragonata al suo patrimonio di 800 miliardi. Dall’inizio del secondo mandato Trump, intanto, la sua SpaceX ha ottenuto appalti pubblici per quasi 10 miliardi da diverso enti governativi fra cui la Nasa e il dipartimento della Difesa. 

Trump ha ricevuto dal Qatar in dono un Boeing 747-8 del valore di 400 milioni con l’obiettivo di trasformarlo nel nuovo Air Force One. L’adattamento ai parametri di sicurezza richiesti per un aereo presidenziale è costato, secondo alcune stime, un miliardo di dollari. Non è chiaro che fine farà il jet dopo la fine della presidenza Trump, anche se pare di capire che il tycoon non intenda lasciarlo a disposizione del suo successore. In passato, infatti, Trump ha dichiarato che il Boeing sarà esposto nell’atrio della Trump’s presidential library foundation, un grattacielo che dovrebbe sorgere a Miami per ospitare un hotel, uffici e una riproduzione dello Studio Ovale. Non è però da escludere che, alla fine del mandato nel 2028, Trump opti per utilizzare l’Air Force One per gli spostamenti privati suoi e della sua famiglia. 

Jared Kushner, marito di Ivanka Trump, è stato incaricato dal suocero di seguire alcuni dei dossier di politica estera più delicati, da Gaza all’Ucraina. Ciononostante, il suo fondo di investimento Affinity ha raccolto miliardi dai fondi sovrani di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati, incassando laute commissioni da questi sottoscrittori. Kusher ha inoltre avviato un progetto per costruire un resort di lusso in un’area protetta dell’Albania. Per consentire i lavori, il governo di Tirana ha allentato i vincoli ambientali sull’area, definendo il progetto di Kushner un «investimento strategico». La decisione ha dato il la alla «rivoluzione dei fenicotteri», un movimento di protesta contro il governo di Edi Rama, accusato di corruzione. 

L’ultima trovata di Trump è stato il progetto della nuova sala da ballo della Casa Bianca. Il progetto ha un costo previsto di 600 milioni di dollari e ha raccolto donazioni per oltre 330 milioni da tutte le maggiori aziende americane. In prima fila fra i contribuenti, come per altri eventi della Casa Bianca, ci sono big tech come Apple, Nvidia, Google, Amazon che, sotto l’amministrazione Trump, hanno goduto di una regolamentazione molto lasca quanto alla costruzione di nuovi data center, allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e, soprattutto, alla disciplina Antitrust. 

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