Banco Bpm ha chiuso i primi nove mesi con un utile netto di 1,53 miliardi, in crescita del 2,6% anno su anno, mettendo a segno un massimo storico per la banca, che porterà a un ritocco del dividend. La call con gli analisti è stata l’occasione per il management per fare di nuovo il punto sui rapporti con il socio di maggioranza relativa Crédit Agricole (29,6%): «È molto probabile che si concretizzi una nuova transazione» che coinvolgerà Banco Bpm e Credit Agricole ma «non saremo noi a fare la prima mossa», ha detto in conference call il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. «Si tratta sicuramente di un'opportunità che esamineremo senza problemi ma finora non abbiamo visto alcun tipo di proposta». In ogni caso se si dovesse «procedere» a una fusione tra Crédit Agricole Italia e il Banco «il nostro compito è quello di rendere questa transazione positiva, soddisfacente e conveniente per i nostri azionisti», anche quelli diversi dall'Agricole.
Castagna ha ringraziato i manager e i colleghi per i conti molto positivi, con livelli record in termini di redditività e remunerazione degli azionisti, raggiunti nonostante i fattori esterni. «Ovviamente le tensioni geopolitiche, ma anche un paio di Ops che abbiamo dovuto gestire», ha salutato la novestrale l’ad Giuseppe Castagna. Il traguardo eccezionale - che si confronta con i nove mesi 2025 in cui la rivalutazione al fair value della quota in Anima Holding prima dell’acquisizione del controllo è stato pari a 201,8 milioni - si tradurrà in soddisfazione per gli azionisti, che si vedranno staccare una cedola in salita a oltre un euro per l’anno 2026 (era un euro per il 2025) e così sarà per l’acconto di dividendo, alzato da 0,46 a 0,50 euro portando nelle loro tasche 750 milioni. A questo punto l’ex popolare milanese conferma la guidance di un utile netto oltre gli 1,95 miliardi. La banca annuncia così per il primo semestre dell’anno prossimo il nuovo piano strategico: quello aggiornato del febbraio 2025, sotto Ops Unicredit, prevedeva una remunerazione di oltre 6 miliardi contro i circa 7 cumulati tra il 2024 e il 2027. «Abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi del piano industriale con un anno di anticipo», ha motivato Castagna, con l'eccezione dei «ricavi diversi dal margine di interesse in cui
abbiamo ancora novanta milioni, 100 milioni da incrementare» che è però «esattamente il ritmo di crescita che abbiamo sperimentato negli ultimi anni».
«Il margine di interesse potrebbero superare di molto l'obiettivo del 2027
grazie allo scenario dei tassi di interesse», ha aggiunto il ceo. Diverso il discorso sull'utile netto perché dipenderà dalle misure fiscali della manovra, una questione «piuttosto complessa da affrontare a causa della mancanza di trasparenza che attualmente caratterizza la nuova legge di bilancio». Come nel 2026 Banco Bpm è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi nonostante le nuove imposte introdotte con la manovra dello scorso anno «siamo fiduciosi di poter fare lo stesso anche il prossimo anno».
Fino a settembre Banco Bpm ha beneficiato di una diversificazione dei ricavi, dal contenimento dei costi e da minori rettifiche su crediti. I proventi operativi sono infatti saliti a 4,67 miliardi di euro (+ 2,1%), con un margine di interesse stabile a 2.330 (+0,2%) ma in ripresa nel terzo trimestre (+4,6% anno su anno) e commissioni nette in crescita del 2,3% a 2,07 miliardi, mentre la disciplina sui costi, scesi dell'1,8% a 2,04 miliardi, ha consentito al cost-income di ridursi da 46 al 44%.