Il risiko bancario che la vede in procinto di passare sotto le insegne di Intesa Sanpaolo una volta conclusa l’Opas sul Monte dei Paschi, non frena la corsa dell’utile netto di Mediobanca. Nei primi nove mesi dell’anno Piazzetta Cuccia ha già superato il miliardo (a 1,1 miliardi, +13% anno su anno) con ricavi saliti a circa 3 miliardi (+9%). Sono «i migliori livelli di sempre», ha sottolineato il ceo Alessandro Melzi d’Eril, «a conferma della forza del brand».
In aumento sia il margine di interesse, a 1,5 miliardi, sia le commissioni (677,2 milioni), con una redditività al 15,3%. E questo nonostante la normalizzazione del costo del rischio e una tassazione più severa, complice la legge di bilancio. Solido il terzo trimestre, con ricavi a 977 milioni e un utile di 379 milioni (rispettivamente +15% e + 30%. «Nei prossimi trimestri, ancora caratterizzati da incertezza legata agli eventi macroeconomici – è la previsione del ceo - continueremo a mantenere intatti la disciplina, la ricerca dell’eccellenza, la vicinanza ai clienti ed il focus sul business, valori fondanti della cultura Mediobanca».
Dalla storica attività del corporate & investment banking arriva una nuova spinta, con ricavi a 689 milioni (+14%) e un utile di 233 milioni (+27,3%). Piazzetta Cuccia torna protagonista nell’m&a con 41 operazioni tra cui l’Opa di Cvc e Gbl su Recordati, l’Opas di Poste Italiane su Tim, l’aumento di capitale di Plenitude e la combinazione Lottomatica- Cirsa. La controllata Compass registra un nuovo record di erogazioni, a circa 8 miliardi (+12%), sopra la media del mercato. I ricavi superano il miliardo (+4%), seppur con un utile della divisione in calo a 301,3 milioni (−4,4%). La quota del 13,2% di Generali continua a far macinare utili: il contributo sale a 475,2 milioni (+17,9%).
Dopo mesi di transizione, in cui era accelerato il turnover di banker e masse gestite, il wealth management conferma segnali di stabilizzazione. Nel terzo trimestre la raccolta netta è tornata positiva per 700 milioni. La rete conta 1.325 professionisti del risparmio gestito, stabile sul trimestre precedente, al pari delle masse totali (117 miliardi), con la componente gestita in crescita del 6,6% a circa 57 miliardi. Continuano inoltre a dare frutto le sinergie tra la divisione Cib e il Private Banking, con circa 1,8 miliardi di raccolta proveniente dalle operazioni straordinarie, un terzo della quale gestita dalla banca d’affari. Sono numeri che oggi si rifletteranno in quelli del Monte il cui cda ieri ha approvato i conti dei nove mesi.
5 nov 2026 | 19:21