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Giro d'Italia 2027, la presentazione: 21 tappe dall'8 al 30 maggio, partenza da Trieste e chiusura a Roma

Giro d'Italia 2027, la presentazione: 21 tappe dall'8 al 30 maggio, partenza da Trieste e chiusura a Roma

Il menu è sontuoso: 21 tappe, 3.419 chilometri, 50.250 metri di dislivello distribuiti tra sei frazioni per velocisti, otto di media in montagna, cinque di alta montagna (e che montagna!) e due cronometro individuali che sono un ritorno di fiamma per una disciplina forse tecnica ma che qualifica il corridore completo. La scheda del Giro d’Italia 2027, edizione numero 110, presentato martedì alla Sala Sinopoli dell’Auditorium del Parco della Musica Ennio Morricone di Roma lo qualifica di sicuro come «molto importante» dal punto di vista dell’impegno ma solo un’analisi più approfondita delle singole tappe può svelare cosa si aspetteranno i corridori dall’8 al 30 maggio del prossimo anno, anche se a prima vista è chiaro che il percorso è più aperto a soluzioni tattiche rispetto al passato recente.

Il primo dato certo è che si torna a partire dall’Italia, con una frazione di grande valore storico e culturale: la Trieste-Trieste. Il Friuli-Venezia Giulia ospita la Grande Partenza per la seconda volta dopo il 1981, quando a Trieste si svolse un prologo di 6,6 km con partenza ed arrivo in Piazza Unità d’Italia. Vinse il norvegese Knut Knudsen su Francesco Moser e Gregor Braun. Trieste è sede di partenza di una singola tappa per la 19^ volta e ospita un arrivo per la 23^ volta.

Quest’anno la frazione triestina è in linea, misura 172 chilometri e prima del traguardo in piazza Unità d’Italia si snoda per una cinquantina di chilometri sulle colline della Slovenia, che ospiterà per intero anche la seconda frazione da Lubiana a Koper/Capodistria, affatto banale. Per nulla banale anche la Cervignano - Possagno che riporta la corsa in Italia con un percorso di 163 chilometri.

La quarta tappa introduce uno degli elementi chiave del Giro 110, i grandi autodromi italiani. Obiettivo puntato sull'Emilia Romagna con la Argenta - Misano Adriatico, arrivo all'Autodromo Marco Simoncelli riservato probabilmente ai velocisti.

Il primo vero banco di prova per gli uomini di classifica è previsto alla quinta tappa, da Filottrano, dove il Giro d'Italia omaggerà Michele Scarponi a dieci anni dalla sua tragica scomparsa in un incidente stradale in allenamento, a Sarnano-Sassotetto: si pedala per soli 139 chilometri ma i 3.300 metri di dislivello complessivi possono fare male.

Sesta tappa lungo l’Adriatico con la Alba Adriatica - Lanciano (affare per ruote veloci) prima di affrontare una cronometro individuale con arrivo in salita di 19,6 chilometri da Sulmona a Campo di Giove: una frazione iper tecnica che già delineerà la classifica.

Sabato il Giro d’Italia tornerà a Napoli per il sesto anno di fila - toccando il suo punto più meridionale all'ottava tappa - prima di risalire domenica 16 maggio con la Itri - Subiaco-Monte Livata, un arrivo in quota collaudato dal Giro Next Gen nel 2026 e che chiuderà nove giorni molto impegnativi senza poter tirare il fiato.

Dopo il primo giorno di riposo si ripartirà dal Lazio verso l’Appennino centrale e l’Umbria. La Palombara Sabina - Norcia, 218 chilometri con 3.600 metri di dislivello, presenta un percorso con tanti saliscendi. Il giorno successivo, la frazione da Gualdo Tadino a Scarperia, con arrivo all’Autodromo del Mugello, è la più lunga della corsa e propone una nuova chance per i velocisti, che quest’anno non potranno davvero lamentarsi degli obbiettivi a disposizione. Si prosegue in Toscana con un inedito arrivo in salita nella Montecatini Terme - Zeri, Tappa Bartali di questa edizione, in cui la Carovana Rosa conoscerà il Passo dei Due Santi. La tredicesima tappa, da Borgo Val di Taro a Reggio Emilia, offre invece un profilo più semplice, con 176 chilometri a rappresentare una nuova occasione per i velocisti. 

Il secondo fine settimana si annuncia particolarmente importante per la classifica generale. Il programma prevede il sabato una frazione di 187 chilometri con ben 4.900 metri di dislivello da Cantù Arena ai Piani di Bobbio/Valtorta, che vedrà i corridori scalare nell'ordine lo storico Ghisallo, Culmine di San Pietro, Miragolo San Salvatore e Alino, e la domenica una cronometro di 37,3 chilometri da Monza a Milano, con partenza all'interno dell'Autodromo Nazionale: dopo il circuito del 2026, affollatissimo di pubblico, una prova tecnica e importante per la classifica generale.

Dopo il riposo, il Giro entrerà nella sua fase decisiva della terza settimana con la frazione da Sondrio ad Aprica di 192 chilometri e 5.700 metri di dislivello: siamo ai limiti delle difficoltà mai presentate da una frazione di un grande Giro. La 16a frazione sarà uno dei passaggi chiave per chi ambisce al successo finale con la doppia ascesa al Mortirolo - Montagna Pantani e il Gavia - Cima Coppi. Dal 1990 in poi, questa è la 17a volta che il Giro scala il Mortirolo considerando entrambi i versanti.

Il giorno successivo nuova chance per i velocisti da Chiari a Vo' Euganeo, in provincia di Padova, prima di ritornare in montagna con la Rovereto - Madonna di Campiglio, settimo arrivo in salita di questa edizione. A seguire, la Rovereto - Sacile, lunga 199 chilometri con 3.000 metri di dislivello, occasione ideale per gli attaccanti o velocisti resistenti alla vigilia dell'ultimo arrivo in quota. A sei anni dal successo di Lorenzo Fortunato, il Giro d'Italia torna sul Monte Zoncolan nella frazione che parte da Pordenone e che vedrà l'ascesa delle Alpi Carniche scalata dal versante di Ovaro, il più duro in assoluto, dove nel 2018 si impose Chris Froome. Si tratta dell’ottavo arrivo sullo Zoncolan, il quinto dal versante di Ovaro. L’abbinata Mortirolo - Zoncolan ha un solo precedente, quello dell’edizione 2010 vinta da Alberto Contador.

A chiudere la corsa sarà l'ormai tradizionale passerella di Roma, che torna per il quinto anno di fila, con palco allestito all’ombra del Colosseo.

Da quest'anno il Giro d'Italia punta a valorizzare i grandi cammini spirituali del Paese che, attraverso mappe, planimetrie, contenuti video e strumenti di valorizzazione territoriale, verranno raccontati con il linguaggio e la forza narrativa della Corsa Rosa, tappa dopo tappa. Un progetto che contribuisce ad accrescere la conoscenza e l’attrattività di questi itinerari, favorendone la fruibilità e rafforzandone il ruolo come risorse strategiche per il turismo italiano. Tra i cammini più importanti, che toccheranno il Giro d'Italia e il Giro d'Italia Women 2027, ci sono la Via Francigena, la Via Romea Strata, il Cammino di San Benedetto, e il Cammino di San Francesco.

3 novembre 2026, 13:15 - Aggiornata il 3 novembre 2026 , 13:33

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