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Manchester United-Roma 2-3 di Champions League, i giallorossi subiscono un'altra rimonta beffa

Manchester United-Roma 2-3 di Champions League, i giallorossi subiscono un'altra rimonta beffa

DAL NOSTRO INVIATO
MANCHESTER — La prima la metti in un angolo e la archivi alla voce episodio. Ma se dopo tre settimane la scena ricapita, allora è necessaria una revisione del processo. Prima il Real Madrid, ora il Manchester United che trasforma lo 0-2 del primo tempo in 3-2 con la doppietta di Cunha tra il 38’ e il 41’ della ripresa: la Roma si butta via un’altra volta in Champions League. 

Il teatro dei sogni di Old Trafford si conferma palcoscenico degli incubi: questa sconfitta non fa male come il 7-1 del 2007 e il 6-2 del 2021, ma più di qualche interrogativo a Gasperini lo fa sorgere. Perché per l’ennesima volta tra la scorsa e l’attuale stagione — in campionato era accaduto anche a settembre con l’Inter — la squadra non riesce a mantenere nel secondo tempo i ritmi di un primo tempo perfetto e finisce gambe all’aria. Qui, con l’aggravante di essersi fatta risucchiare da una squadra in piena crisi, che non vinceva dal 10 settembre, e di fronte a un allenatore come Carrick a rischio esonero.

E sì che il primo tempo era stato dominato dalla Roma. Soulé e Malen assoluti padroni della scena, ma pure colpevoli di essersi «limitati». Avrebbero potuto segnare almeno una doppietta a testa, lo 0-2 con cui la Roma va al riposo è la migliore notizia possibile per lo United, che fa vedere a lungo una fase difensiva improbabile. A Mora era bastato alzare lo sguardo e tagliare il campo per trovare Soulé davanti al portiere per l’1-0 (11’) e lo stesso argentino si era poi visto ribattere con la mano una conclusione: rigore, palla a Malen e 12º centro in 13 partite stagionali per l’olandese. Dall’altra parte, praticamente il nulla. Giusto un dato: il primo intervento di Vasquez, terzo portiere chiamato in causa dopo il ko di Gollini che in mattinata si era aggiunto all’assenza di Svilar, è stato al 47’, facile facile su Mainoo.

Pareva l’inizio di un trionfo. Ma nel secondo tempo è come se le due squadre si fossero scambiate le maglie. La Roma perde energie, rischia di subire subito un gol e non accade solo perché Baleba si stira davanti a Vasquez. È il segnale che qualcosa sta cambiando. La sostituzione all’intervallo di Mora con Pisilli poco convince e nulla regala a Gasperini. Lo United è una valanga che solo Cristante e Wesley provano ad arginare. Un rigore molto generoso dopo 13’rimette in corsa la squadra di Carrick, Malen sparisce dal campo, Soulé pure non trova più le ripartenze. Si gioca solo nella metà campo della Roma, che pare la controfigura di se stessa. Quando il peggio sembra passato, un errore clamoroso di Balerdi — fin lì tra i migliori — regala a Cunha il 2-2. Sembra un film già visto. In effetti lo è. Perché tre minuti più tardi è sempre il brasiliano a punire sul suo palo Vasquez, colpevole anche lui. Per arrampicarsi ai playoff serve fare ancora un bel po’ di strada: la prossima trasferta è a Parigi contro il Psg, non proprio una passeggiata di salute.

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