Economia

Revolut, nuovo finanziamento e la valutazione raggiunge i 115 miliardi di dollari: perché è la quinta banca Europea

Revolut, nuovo finanziamento e la valutazione raggiunge i 115 miliardi di dollari: perché è la quinta banca Europea

Revolut continua la sua cavalcata da unicorno europeo. La fintech ha infatti completato un nuovo round di finanziamento che ne fissa la nuova valutazione a 115 miliardi di dollari (102 miliardi di euro), il 50% in più dell’ultima operazione avvenuta a fine 2025 e che assegnava alla società un valore di 75 miliardi. «Ogni nuova banca che lanciamo offre a un numero sempre maggiore di persone uno strumento migliore per gestire il proprio denaro, ovunque si trovino. È il nostro team a rendere possibile tutto questo, e l’azionariato diffuso tra i dipendenti rappresenta un pilastro della nostra cultura fin dal primo giorno. Per questo abbiamo voluto dare loro ancora una volta la possibilità di beneficiare del valore che hanno contribuito a creare, mentre proseguiamo con determinazione verso il nostro prossimo traguardo: servire 100 milioni di clienti», ha commentato l’ad e fondatore Nik Storonsky. La raccolta — si legge in una nota — è stata guidata da Glade Brook Capital Partners, Coatue, Durable Capital Partners, T. Rowe Price Associates, Inc e Baillie Gifford e ha visto «la partecipazione sia di partner storici sia di nuovi investitori globali». Revolut ha rifiutato di commentare l’ammontare raccolto. 

Gli investitori hanno comprato quote a un prezzo che, parametrato al 100% delle azioni, equivarrebbe a 115 miliardi di dollari. Scommettendo sulla sua capacità di monetizzare milioni di utenti con abbonamenti e servizi digitali e sulle sue potenzialità di crescita in vista dello sbarco sui listini.  Storonsky ha preso in considerazione una doppia quotazione a New York e Londra, manifestando tuttavia una preferenza per la piazza di Wall Street. L’Ipo però, che secondo alcune fonti potrebbe valutare Revolut a 200 miliardi di dollari, non avverrebbe prima del 2028. La fintech teoricamente diventa così la quinta banca europea dietro a Hsbc (293 miliardi di dollari), Banco Santander (172 miliardi), Ubs (154 miliardi), Unicredit (126 miliardi) e Intesa Sanpaolo (122 miliardi). Tuttavia, seppur con 80 milioni di clienti, la neobank gestisce per ora «solo» 51 miliardi di euro di attivi, contro i 2.792.981 milioni di euro di Bnp Paribas o i 1.707,28 miliardi di Ubs. Infatti, fa notare Reuters, Revolut deve affrontare a sua volta numerosi ostacoli, con un ricavo per cliente pari a una frazione di quello dei suoi concorrenti e un’attività di credito modesta rispetto agli standard del settore. Un portavoce della fintech ha dichiarato che l’azienda con sede a Londra ha un «modello di business diversificato», che ricava i propri ricavi da vari prodotti e servizi piuttosto che dal credito. «Ciò significa che la nostra crescita dipende dalla creazione di servizi che i clienti apprezzano, piuttosto che dai tassi di interesse». Nel 2025 il fatturato di Revolut è aumentato del 46% raggiungendo i 6 miliardi di dollari e l’utile ante imposte è salito del 57% fino a 2,3 miliardi di dollari.

Da inizio anno, Revolut ha avviato le proprie attività bancarie nel Regno Unito, in Messico, Australia e Nuova Zelanda, ottenendo contestualmente licenze bancarie in Francia, Colombia e Argentina, oltre all'approvazione condizionata dello statuto bancario statunitense da parte dell’Office of the Comptroller of the Currency. Questi passi rafforzano la presenza bancaria già consolidata di Revolut in Europa attraverso 30 mercati dello Spazio Economico Europeo. Oltreoceano la neobank dovrà affrontare una concorrenza più agguerrita, secondo gli investitori. «Gli Stati Uniti potrebbero rappresentare potenzialmente il maggiore motore di crescita per Revolut. Ma allo stesso tempo, gli Stati Uniti sono il mercato più competitivo», ha affermato Konstantin Sidorov, amministratore delegato del London Technology Club, che ha investito in Revolut quando la sua valutazione era di soli 5,5 miliardi di dollari.

4 nov 2026 | 19:15

Potresti esserti perso