Economia

Mps, l’Antitrust dice sì agli impegni di Intesa sull’Opas ma Generali si rivolge a Bruxelles

Mps, l’Antitrust dice sì agli impegni di Intesa sull’Opas ma Generali si rivolge a Bruxelles

Il parere finale dell'istruttoria Antitrust sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps è stato inviato alle parti interessate, tra cui Generali poiché nell’operazione rientra anche la quota del 13,3% della compagnia del Leone attualmente detenuta da Mediobanca. Il garante, secondo quanto riporta La Repubblica, avrebbe accolto lo schema degli impegni proposti da Ca’ de Sass, chiedendo in più dei «correttivi comportamentali» perché l’investimento nel suo primo concorrente assicurativo «resti puramente finanziario». I destinatari del parere ora hanno dieci giorni per chiedere l’udienza finale: ma non è detto che lo facciano, né che l'audizione modifichi la sostanza scritta dall’Agcm dopo quattro mesi di istruttoria. 

Intanto Mps sta procedendo con le attività di analisi dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo: le valutazioni formulate dal cda di Mps saranno rese note secondo le modalità e le tempistiche previste, e sulla base delle indicazioni fornite da Intesa Sanpaolo entro il mese di novembre. Lo rende noto Banca Monte dei Paschi di Siena, il cui Consiglio di amministrazione ha esaminato ed approvato i risultati al 30 settembre 2026.

Il via libera dovrebbe arrivare in tempo per l’avvio in Borsa dell’Opas, previsto nella settimana del 23 novembre. Il rimedio principale, di tipo «strutturale» e già offerto da Intesa per rispettare le soglie di concentrazione del mercato bancario su base provinciale, riguarda la vendita di 635 filiali Mps e del suo marchio a Unipol, che poi le cederà a Bper. L’Antitrust avrebbe chiesto di cedere qualche altra filiale. Ma le filiali «eccedenti» gli impegni si limiterebbero a qualche decina. 

Un secondo rimedio, anch’esso proposto da Intesa durante l’istruttoria, riguarda il derivato sottoscritto a giugno sul 3% di Generali. Ca’ de Sass si sarebbe impegnata a venderlo, come già annunciato in occasione dell’annuncio dell’operazione, mantenendo solo la quota del 13,3% ora di Mediobanca.

L’altro filone del parere riguarda le misure comportamentali sulla governance del Leone che dovrebbero limitarsi alla nomina di consiglieri «indipendenti» nel cda Generali da parte di Intesa, per evitare scambi di flussi informativi tra i due gruppi. 

Sempre secondo quanto scrive Repubblica, nelle scorse settimane Generali avrebbe scritto all’Antitrust europeo, per segnalare l’operazione e sollecitare un intervento. Da Bruxelles, al momento, nessuna risposta. 

6 nov 2026 | 10:00

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