Da una parte l'iPhone, che continua a macinare record a quasi vent'anni dal suo debutto. Dall'altra l'intelligenza artificiale, che promette di trasformare il modo di lavorare di aziende e governi. Apple e Palantir hanno presentato il 2 novembre due trimestrali superiori alle attese, raccontando due facce molto diverse della tecnologia americana: quella di un gigante che continua a guadagnare grazie ai suoi prodotti e quella di una società che cresce a una velocità raramente vista nel settore del software.
Per Apple è stata la prima trimestrale presentata da John Ternus, succeduto a Tim Cook il primo settembre. Una successione che, almeno per ora, non cambia la traiettoria di Cupertino. Nel quarto trimestre fiscale, chiuso il 26 settembre, i ricavi sono saliti del 12% a 114,48 miliardi di dollari, contro i 113,39 miliardi attesi dagli analisti. A trainarli ancora una volta è stato l'iPhone, con vendite per 57,58 miliardi, in crescita del 17,5%, nonostante il trimestre comprendesse soltanto otto giorni di commercializzazione del nuovo iPhone 18 Pro. In controtendenza l'iPad, con ricavi in calo di oltre il 10%, a 6,22 miliardi.
L'utile netto è aumentato dell'11,8%, raggiungendo 30,71 miliardi di dollari, mentre quello per azione è salito a 2,10 dollari, oltre le previsioni. Ma sui conti comincia a pesare il rincaro delle memorie, una delle conseguenze della domanda di componenti alimentata dall'intelligenza artificiale. Il margine lordo si è attestato al 47,9%, rispetto al 50,1% del trimestre precedente, beneficiando peraltro dei rimborsi dei dazi. E per il trimestre natalizio Apple prevede un'ulteriore discesa, al 45-46%. Il gruppo ha già aumentato di 100 dollari i prezzi degli iPhone.
Se Apple continua a vivere soprattutto dei suoi dispositivi, Palantir sta raccogliendo i frutti della corsa all'AI. La società guidata da Alex Karp ha quasi raddoppiato il fatturato nel terzo trimestre, portandolo a 2,31 miliardi di dollari, con un balzo del 96% rispetto a un anno prima e oltre le attese di 2,18 miliardi. L'utile netto ha raggiunto 1,13 miliardi, più del doppio rispetto ai 476 milioni dell'anno precedente.
Il dato più significativo arriva dalle imprese americane: i ricavi commerciali sono cresciuti del 148%, a 984 milioni di dollari, superando per la prima volta quelli dei contratti con il governo statunitense, pari a 953 milioni. Un sorpasso importante per una società che ha costruito gran parte della propria fortuna lavorando con le agenzie federali e la difesa. Palantir ha inoltre alzato le previsioni di fatturato per l'intero 2026 a circa 8,53 miliardi.
«Abbiamo sostanzialmente raddoppiato la nostra attività rispetto a un anno fa», ha scritto Karp agli azionisti, rivendicando una crescita eccezionale. Eppure il mercato non si è lasciato convincere del tutto: il titolo, già sceso di circa il 3% nella seduta ordinaria, ha continuato a perdere terreno negli scambi successivi alla pubblicazione dei risultati, mentre gli investitori si interrogano sulla sostenibilità delle valutazioni e sul rallentamento dei nuovi contratti commerciali.
Due trimestrali da record, dunque, ma anche due interrogativi: per Apple, quanto costerà continuare a innovare in un mercato dei componenti sempre più caro; per Palantir, quanto a lungo i ritmi straordinari dell'intelligenza artificiale potranno giustificare le aspettative di Wall Street.
3 nov 2026 | 07:38